Monday, April 17, 2006

Il sapore della ciliegia *

Stavo annusando i pastelli, con le dita colorate. Ultimamente mi sto concentrando sugli odori... quelli delle matite, delle gomme... quando stendo l'inchiostro provo anche a respirarlo. Forse sto diventando scemo. Però mi piace pensare che tutto questo faccia parte di un rituale. disegnare, perso in una nuvola di rumori leggeri (carta, trincetto, pennello, matita, gomma che sgomma...) e profumi . O forse è l'ora che me ne vada a letto. Comunque, ho ritirato fuori i pastelli perchè sono stato a Siena a vedere la mostra sui manifesti di Lorenzo Mattotti (complesso museale di Santa Maria della Scala, dall'8 aprile al 28 maggio) e adesso mi tremano le mani dalla voglia di disegnare, e disegnare a colori. E penso che tutto questo discorso un po' confuso che ho fatto sul rito del disegno, sui profumi e sui rumori, in fondo sia legato alle opere di Mattotti. Quei disegni parlano, si spiegano, raccontano. Tu te ne stai li davanti, con gli occhi liberi tra la grana dei colori dei pastelli, e in testa eccoli che arrivano e ti sorprendono gli odori, il tempo, i rumori del disegno che levano il fiato in modo bello e sanno dare un senso... come il sapore della ciliegia (per dirla come uno dei personaggi del film di Abbas Kiarostami)

* come adattare ad un post il titolo di un film di Abbas Kiarostami

12 Comments:

Anonymous bombo! said...

proprio un bel post...
per ringraziarti voglio regalarti questa perla:

ALL'ARMI.....
ALL'ARMI.....
DA TOSSICODIPENDENTI
A TOSSICODETENUTI
Domani c'è l'appello, ragazzi!
Da oggi
tutti tossici
Tutti in GALERA!

chi lo dice? :D

4/17/2006 8:24 AM  
Blogger perec said...

sono felice di non essere malata da sola. per dire, io scrivo da sempre sugli stessi quaderni americani, marble memo, scelgo il colore della copertina a seconda dell'umore e annuso le matite. le tempero bene bene e poi spezzo la punta, un pochino, in modo da dare spessore alle lettere. non cancello nulla con la gomma, al massimo tiro una riga sopra e spesso recupero quel che mi casso. ogni tanto metto anche fra parentesi, per non perdere il senso, o per ricordarmi da dove venivano quelle frasi.
mattotti ha colori straordinari, e un segno rotondo e pastoso che mette allegria. grazie per la visita, però sto ammazzando suziewang. mi sono trasferita a 11ruesimoncrubellier.blogspot.com

mi sono fatta un giro ai link che segnalavi, ci sono cose davvero molto, molto belle.

4/17/2006 9:30 AM  
Anonymous bombo! said...

nemmeno io ti passo le frasi di vasco solo perchè siamo amici, ma perchè penso che tu solo possa apprezzarle :)))

4/17/2006 11:42 AM  
Anonymous Isadora said...

Io adoro l'odore della carta, i libri li annuso, li accarezzo, arrivo al punto di non riuscire a gustarmi un libro se non me ne piace l'odore. E poi... l'odore della grafite, morbida e pastosa, i pastelli a cera, alcuni pennarelli, la collamidina: il piacere olfattivo che va ad aggiungersi a quelli tattile e visivo, completandoli. Uno spleen che coltivo amorevolmente insieme alle mille altre piccole idiosincrasie che contraddistinguono il mio quotidiano, senza farmi troppe domande.

4/17/2006 2:03 PM  
Blogger kiakkio said...

..è vero isadora, il profumo dei libri nuovi! ogni volta sembra diverso a seconda del libro

disegni anche te?


maurizio, non solo le apprezzo ma me le ripeto a memoria la sera prima di dormire :)

4/18/2006 1:13 AM  
Blogger perec said...

in questo caso, ti lasccerò qualche cosetta di rodari, perché tu possa prendere sonno con grande, immensa, ispirazione...

4/18/2006 11:32 AM  
Blogger undiciperiodico said...

'ccidenti! adesso m'è venuta voglia di andare a Siena!
:)

4/18/2006 11:36 AM  
Anonymous Isadora said...

Fra, io coltivo il mio dilettantismo con devozione: disegno, fotografo, scrivo, il tutto con poca originalità, ma grandissima passione e curiosità. Prima finiva tutto nel cassetto, ora qualcosa finisce sul blog, ma rimane tutto a livello di "divertissement": il pane me lo guadagno con cose noiosissime e c'è un suo perché... :-)

4/18/2006 1:52 PM  
Blogger perec said...

questa è diurna, ma rende l'idea...

C'era una volta
una povera Virgola
che per colpa di uno scolaro
disattento
capitò al posto di un punto
dopo l'ultima parola
del componimento.
La poverina, da sola,
doveva reggere il peso
di cento paroloni,
alcuni perfino con l'accento.
Per la fatica atroce
morì. Fu seppellita
sotto una croce
dalla matita
blu del maestro,
e al posto di crisantemi e semprevivi
s'ebbe un mazzetto
di punti esclamativi.

gianni rodari, tragedia di una virgola.

le tragedie servono di giorno. sdrammatizzano, ecco.

4/18/2006 1:55 PM  
Blogger perec said...

C'era una volta
un povero lupacchiotto,
che portava alla nonna
la cena in un fagotto.
E in mezzo al bosco
dov'è più fosco
incappò nel terribile
Cappuccetto Rosso,
armato di trombone
come il brigante Gasparone...,
Quel che successe poi,
indovinatelo voi.
Qualche volta le favole
succedono all'incontrario
e allora è un disastro:
Biancaneve bastona sulla testa
i nani della foresta,
la Bella Addormentata non si addormenta,
il Principe sposa
una brutta sorellastra,
la matrigna tutta contenta,
e la povera Cenerentola
resta zitella e fa
la guardia alla pentola.

gianni rodari, le favole a rovescio.

ma se riesco a trovare la storia del coccodrillo viola che al lascia e raddoppia decide di mangairsi la valletta sabina...

4/18/2006 7:19 PM  
Blogger perec said...

però così non vale. prima o poi, ti dirò la poesia in cambio di un disegno. questa è di roberto piumini, e va benissimo per l'umore di mia madre, che mi fa pagare con interessi salatissimi ogni singola volta che devo partire, pre qualsiasi motivo. e siccome non sono un cuore di pietra... roberto piumini è un grande scrittore per bambini, nel senso che è tanto e prolifico. è un orso, col barbone e il vocione. ma conosce maledettamente bene il posto delle favole. e siccome quelle cabriolet ti piacciono, eccone un'altra.

per chi vuole partire
ma anche un po' restare
c'è il treno elastico:
il primo vagone
giunge a destinazione
ma l'ultimo rimane alla stazione
per chi vuole partire
ma anche un po' tornare
c'è il treno elastico.
si siede in testa al treno
e va lontano
e poi se ha nostalgia
attraversa i vagoni fino in coda
e torna alla partenza piano piano.

roberto piumini, da "Quieto Potato",1983.

4/18/2006 10:22 PM  
Blogger The Tart said...

LOL!

Smooch,
The Tart

4/19/2006 7:04 PM  

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